Alla scoperta del Sillano: l’olio extravergine di alta qualità firmato Carpineto

Quando ci si appassiona al mondo del vino e si entra a far parte di questa grande famiglia, e si iniziano a scoprire le Aziende e a conoscere i viticoltori, è quasi impossibile non imbattersi anche nel mondo dell’olio. Sì perché molte realtà vinicole, oltre a realizzare il meraviglioso nettare degli Dei che tanto ci affascina, spesso è anche produttrice di eccellenti oli di oliva che diventano simbolo di una tradizione gastronomica di alta qualità di cui l’Italia può andare fiera.

L’olio di oliva, infatti, non è semplicemente un condimento, ma è diventato nel tempo un prodotto di spicco della cucina tradizionale del nostro Bel Paese. In particolare l’extravergine, che a livello gustativo è uno dei migliori grazie al minor livello di acidità rispetto ad altri oli e alla sua “spremitura a freddo”, tecnica in grado di preservarne tutte le proprietà nutrizionali ed organolettiche che ne fanno un prodotto di estremo pregio nel panorama gastronomico italiano.

Carpineto oltre a produrre eccellenti vini, produce anche un olio di alto livello che ho avuto il piacere di degustare e, seppur io non sia una grande esperta, ne ho talmente apprezzato la qualità e il gusto che sono davvero entusiasta di poter raccontare la mia esperienza da consumatrice.

Sillano, è questo il nome dell’olio extravergine di oliva firmato Carpineto, nasce da una spremitura a freddo di olive raccolte rigorosamente a mano da uliveti ubicati nella tenuta aziendale sita al confine col Chianti Classico, e precisamente nell’alto Valdarno.

Le varietà di piante di olivo utilizzate per produrre Sillano sono:

il Frantoio, tipicamente toscano ma coltivato in tutto il territorio nostrano, ha la caratteristica di avere una chioma molto fitta e regolare specialmente sulle estremità dove crescono i frutti. Questi sono mediamente abbondanti sull’albero e maturano tardivamente, donando un extravergine di ottima qualità, dal profilo decisamente aromatico, sapido, fruttato e mai stucchevole;

il Leccino, sempre originario dell’Italia Centrale poi sviluppatosi in tutto il territorio nazionale, ha la caratteristica di avere una chioma espansa e fitta e rami con cime risalenti. I frutti danno origine ad un extravergine di qualità ma poco aromatico, dal sapore fresco e leggermente amaro e piccante;

il Pendolino, originario del fiorentino questa tipologia di olivo ha la caratteristica di possedere una chioma mediamente espansa e piuttosto folta con rami fruttiferi molto lunghi i cui frutti danno vita ad un olio molto delicato, con sentori di mandorla e sfumature piccanti e amarognole;

il Moraiolo, un altro olivo tipicamente toscano dalla chioma poco voluminosa e rami corti e contorti. I frutti donano un olio di buona qualità dal sentore fruttato e nuance piccanti.

Queste 4 varietà di ulivi tipicamente toscani che danno origine all’extravergine Carpineto, grazie alle loro diverse caratteristiche, fanno si che Sillano sia un olio di alta qualità, contraddistinto da un bouquet aromatico e speziato, e da un sapore complesso, pieno, con un lungo finale. Il suo colore, nonostante non sia un elemento valutativo nella degustazione di un olio, mi ha colpito per la brillantezza e la profondità del verde. Utilizzabile in cucina in ogni occasione, sa esprimere al meglio le sue doti su una bruschetta al pomodoro, su carpacci di carne o pesce, e nei pinzimoni di verdure.

Personalmente l’ho utilizzato in svariate ricette, sia nella preparazione di alcune pietanze cotte, sia a crudo, dove credo esprima il meglio di sé e dove le sue caratteristiche organolettiche vengano risaltate a pieno.

Il Sillano in particolare mi ha colpita su delle tartine con hummus di ceci e cubetti di mortadella alla piastra. La sua spiccata personalità si è sposata egregiamente con la tipicità del piatto rendendo l’abbinamento un’esplosione di bontà al palato in cui aromi e sapori ben si bilanciavano ed equilibravano in un’armonica danza di gusto.

Questo matrimonio gastronomico non poteva non essere innaffiato con un vino dell’Azienda, e per l’occasione ho scelto un calice di Chianti Classico, ovvero un vino proveniente proprio dalle stesse zone in cui viene prodotto l’olio.

L’abbinamento ha avuto un effetto appagante a 360 gradi: pienezza, eleganza, gusto e qualità. Quando tutto funziona in maniera così ineccepibile il risultato non può che essere soddisfacente, e non ti può far venire altro che voglia di condividerlo.

Chi ama il buon cibo non può farsi mancare in cucina l’olio extravergine di oliva Carpineto, prodotto eccellente che merita di essere conosciuto e valorizzato.