Caterina Sacchet: conosciamo meglio l’enologa Carpineto

Una breve intervista per conoscere più da vicino Caterina Sacchet, l’enologa Carpineto che porta avanti l’azienda di famiglia.

Tuo padre, Giancarlo Sacchet, ha reso grandi i vini Carpineto: quali valori ti ha trasmesso e come si è evoluto il tuo approccio? 

Sono nata e cresciuta tra le colline del Chianti Classico, circondata da vigneti. Fin da piccola sono sempre stata al suo fianco e posso dire che mi ha trasmesso i valori della tradizione vitivinicola in maniera molto naturale. Ormai sono trascritti nel mio DNA. Non potrei mai immaginare una vita al di fuori di questo contesto, che è la mia principale passione. L’approccio è lo stesso di mio padre: impegno e ricerca costante dell’eccellenza.

Quanto conta la cultura del territorio nella produzione del vino? 

Direi che è un valore fondamentale. Cultura del territorio significa vivere particolari emozioni legate a esso, condividere le usanze, provare le ricette della tradizione e, da un punto di vista tecnico, conoscere i particolari sistemi di allevamento della vite e scegliere il clone che riesca a tirar fuori al meglio le espressioni… L’insieme di tutti questi fattori porta alla nascita di prodotti strettamente legati al territorio di origine, in tal caso la Toscana.
Il nostro obiettivo è quello di produrre vini di alta qualità che abbiano delle caratteristiche organolettiche che rispecchiano il territorio e stabili nel tempo. Pertanto, il rispetto della tradizione è sempre stato uno dei nostri valori, difficile da descrivere a parole, ma facile da comprendere con la degustazione dei nostri vini.

Siete l’unica azienda a produrre il Nobile di Montepulciano esclusivamente nella sua versione Riserva. Perché questa scelta? E a cosa è dovuto il suo dirompente successo degli ultimi anni?

Il Vino Nobile di Montepulciano è uno dei vini più famosi al mondo e vanta una lunga storia: già nel 1600 il grande poeta Francesco Redi, nella sua opera “Bacco in Toscana”, definiva il Vino Nobile “il Re di ogni vino”. Ciò fa capire l’importanza di questo vino, che è caratterizzato da una nobile eleganza, destinato al lungo invecchiamento. Da sempre, la nostra filosofia è quella di produrre vini di alta qualità, di un certo spessore, appetibili, che mantengano le caratteristiche intrinseche durante il lungo invecchiamento, ed è per questo che noi usciamo solo con il Nobile riserva. Il suo successo degli ultimi anni, come dimostrano i più importanti riconoscimenti internazionali ricevuti, è la prova che stiamo lavorando bene e questo ci dà grande soddisfazione.

Cosa fai, da enologa, per continuare a migliorarti?   

Mi ritengo ancora molto giovane e quindi sto riempiendo il mio bagaglio di mille e diverse esperienze, seguo i grandi insegnamenti che mio padre mi ha trasmesso, li considero come i pilastri forti della mia strada futura, e allo stesso tempo sto cercando di personalizzarli. Saranno, poi, i risultati futuri a far emergere il mio stile, al momento devo esser brava a disegnarlo e a farlo conoscere. L’enologo è un vero e proprio artista!