Come si producono i vini rosati e il Dogajolo Rosato come perfetto esempio

In Italia il vino rosato sta diventando sempre più amato e scelto sia dai consumatori più esperti sia dai più giovani, attratti dal seducente colore e dalla versatilità, e la sua diffusione avviene ancor di più in questa calda stagione estiva.

I meno esperti potranno pensare che questa tipologia di vino derivi dall’utilizzo congiunto di uve a bacca bianca e bacca rossa, oppure che derivi dalla miscelazione di vini rossi e bianchi, ebbene questa non è assolutamente la modalità utilizzata per produrli. Diamo quindi alcune indicazioni su come si fa il vino rosato!

I principali vini rosati che conosciamo sono ottenuti da uve a bacca rossa, con il processo di vinificazione che inizia come per la produzione dei vini rossi, cioè con la diraspatura, pigiatura e la macerazione del mosto a contatto con le bucce che, però, dura molto meno rispetto a quanto avviene per i vini rossi: va da alcune ore fino ad arrivare a 2 giorni, a seconda della tipologia di uva e da quanto si vogliano estrarre colore e sostanze dalle bucce stesse.

Se la macerazione ha una durata di 6-12 ore, il vino rosato viene definito vino di una notte, se la durata arriva ad avvicinarsi alle 24 ore viene definito vino di un giorno. La successiva parte di processo segue poi quella dei vini bianchi, con la fermentazione, svinatura e imbottigliamento.

Altra tecnica molto utilizzata è quella della vinificazione del vino rosato detta “salasso” o “saignée”, alla francese. In questo caso durante le prime ore di macerazione di un mosto da cui si produrrà un vino rosso, una volta raggiunto il colore desiderato, viene prelevata dalla parte inferiore del contenitore una quantità del mosto, senza estrarre quindi le bucce, facendola poi fermentare separatamente seguendo la stessa procedura della vinificazione in bianco, dando come risultato un vino rosato.

Esempio perfetto per scoprire il mondo dei rosati è il Dogajolo Toscano Rosato I.G.T. di Carpineto, annata 2020, dove il mosto ottenuto dalla delicata pigiatura delle uve, viene portato a bassa temperatura e tenuto a contatto con le bucce per un tempo limitato. Questo vino è il risultato di una selezione di uve della Toscana Centrale (principalmente Sangiovese e Cabernet Sauvignon), è un prodotto elegante e strutturato, dalle note floreali fruttate e vivaci, caratteristiche, queste, essenziali per un vino giovane, innovativo e facile da degustare.

Il colore al calice è rosa tenue con una elegante tonalità fucsia brillante, al naso eccelle per le note floreali, in particolare di rosa canina, ciliegia, mirtillo, mela rossa, in bocca ha un carattere ben presente ed equilibrato, fresco e sapido, dove si confermano le caratteristiche fruttate avvertite all’olfatto ma con sfumature diverse, donando sensazioni piacevolmente adatte a godere al meglio la stagione calda… e non solo!