Il Gallo nero del Chianti Classico

Il Chianti Classico è un territorio estremamente particolare, con una storia secolare e tanti aneddoti che rapiscono il pubblico italiano e internazionale.

Ma dov’è il Chianti Classico? Si estende nel territorio ricompreso tra Firenze e Siena. Un’estensione di circa 70.000 ettari che comprende 7 comuni toscani da Castellina in Chianti a Casciano in Val di Pesa. La zona differisce dal territorio del Chianti, più vasto, dalle caratteristiche diverse e che ricomprende una zona che indicativamente si assesta, toccando limiti diversi, nelle province di Siena e Firenze.

La leggenda del Gallo Nero

Ma perché si parla di Gallo Nero e come mai è così importante da essere inserito addirittura nel logo del Chianti Classico?

Il simbolo del Gallo Nero si associa al Chianti Classico già dal XV secolo. L’aneddoto più importante è certamente quello legato a due cavalieri, rispettivamente di Firenze e Siena, che avrebbero stabilito i confini delle due Repubbliche nel territorio del Chianti, motivo per cui le due città erano da sempre rivali: il punto di incontro dei due cavalieri avrebbe segnato il confine. La partenza si stabiliva al canto del gallo.

I senesi scelsero un gallo bianco ben tenuto, per farlo svegliare allegro e di buon mattino. I fiorentini invece scelsero un gallo nero tenuto a digiuno che, a causa dei morsi della fame, cominciò a cantare ben prima dell’alba. Il cavaliere Fiorentino, partendo prima, percorse molta più strada di quello senese e quindi la Repubblica di Firenze ebbe un confine più ampio. Il punto di incontro fu Fonterutoli in cui venne firmato il trattato di pace tra i due paesi toscani, che fissarono il loro confine a Castellina, a pochi chilometri da Siena.

Carpineto e il Chianti Classico

Carpineto è molto legata al territorio del Chianti Classico tant’è che sulla strada per Greve in Chianti si trova lo storico quartier generale, in località Dudda, 8 ettari coltivati a Sangiovese e Canaiolo. La produzione qui è quindi dedicata al Chianti Classico DOCG annata e alla Riserva: quest’ultima, la 2017 per la precisione, è un’esplosione di frutti rossi, potente, strutturata ma al tempo stesso elegante. Rosso rubino intenso, con riflessi granati, al naso è elegante e persistente, lamponi e frutti rossi in predominanza. Lungo in bocca, tannino setoso e vellutato, risulta perfetto in abbinamento con primi piatti della tradizione toscana e cacciagione.