Un pranzo tutto toscano per il giorno di Pasqua

Siamo ormai nel pieno di aprile. Le giornate si fanno più lunghe, il tepore primaverile ci invita alle prime gite fuori porta complici i giorni di festa che ci troveremo a vivere e condividere. La Pasqua segna il momento in cui la Natura rinasce, e con essa – va da sé – tutto il processo produttivo che riguarda la vite e il vino. Per questo vogliamo celebrare questo giorno in modo del tutto speciale: con un pranzo che vi farà rivivere sapori, sentori e tradizioni della nostra Toscana.

Antipasto di Pasqua: crostini di fegatini e Dogajolo Rosso

Un antipasto semplice, equilibrato e gustoso. Capace di esprimere con pochissimi ingredienti tutta la tradizione contadina che la Toscana porta con sé da secoli. Il paté è a base di fegatini di pollo, preparati con un battuto classico di sedano, cipolle e carote in olio extravergine di oliva e fatti rosolare sfumando con mezzo bicchiere di vino. Il sapore è sorprendentemente equilibrato e delicato, tra la tendenza dolce del fegatino e la sapidità che deriva dai condimenti. Per quanto concerne l’abbinamento, proprio per questo suo delicato equilibrio, consigliamo un calice di vino rosso, buon corpo e bella acidità. Vi proponiamo il Carpineto Dogajolo Rosso, dai sentori di frutta rossa croccante e dallo spiccato equilibrio gesto-olfattivo. Un “piccolo”, grande vino che vi sorprenderà.

Primo piatto: pappardelle al ragù di cinghiale

La selvaggina è sicuramente uno dei tratti identitari della cucina toscana. Su ogni tavola della tradizione che si rispetti trovano il loro spazio la lepre, l’anatra, il cinghiale (solo per dirne alcuni). Ed è proprio il cinghiale il protagonista del primo piatto che vi consigliamo: pappardelle al ragù (per l’appunto) di cinghiale. Una pietanza solida e strutturata, succulenta e saporita, capace di esaltarsi con vini di altrettanto corpo e struttura. Dal canto nostro, vi consigliamo uno dei nostri vini di punta: il Carpineto Nobile di Montepulciano Riserva. Ampiezza ed eleganza si sprigionano nel calice, lasciando che le vostre narici e il vostro palato si riempiano con sentori di confettura di frutti di bosco, spezie, terziari di pronunciata delicatezza che vanno dalla vaniglia al cacao. Un calice davvero straordinario, che vi accompagnerà nell’affrontare la grande succulenza della ricetta.

Secondo piatto di Pasqua: buglione d’agnello

Una gita al mare in quel della Maremma. Direte: ma come? Un luogo incantato, in riva al mare, che propone piatti a base di carne? Ebbene sì. La Maremma esprime una fortissima tradizione in fatto di selvaggina e piatti di terra, tra cui il classico buglione d’agnello. Uno stufato di pomodoro, ricco nel sapore ed estremamente denso, derivante da una lenta cottura sul fuoco, aromatizzato con pepe e rosmarino e sfumato con mezzo bicchiere di vino rosso. L’abbinamento? Con un altro must della nostra produzione: il Carpineto Brunello di Montalcino. Vino che non ha quasi bisogno di presentazioni, tanto il nome lo precede. Pieno e morbido al palato, elegante e raffinato all’olfatto, si sposa perfettamente alle caratteristiche strutturate della ricetta e alla sua densa aromaticità.

Bonus track di Pasquetta: la Pasimata e Vinsanto del Chianti

E per il giorno dopo? Perché va bene il pranzo Pasquale, ma abbiamo ancora una Pasquetta tutta da affrontare. E allora eccoci con un dolce della tradizione toscana con cui accompagnarvi durante le vostre scampagnate: la Pasimata. Dolce lievitato aromatizzato con anice e scorza d’arance, che nella sua versione più antica (derivante dalla zona della Garfagnana) prevede aggiunta di uova ed uvetta. D’altra parte, l’uovo è pur sempre uno dei simboli della Pasqua. Parliamo – sostanzialmente – di un pane dolce che viene consumato fin dai giorni della Quaresima e fatto benedire, secondo tradizione, in chiesa durante il Sabato Santo. Come abbinamento proponiamo un grande, grandissimo classico della nostra regione e delle nostre cantine: il Carpineto Vinsanto del Chianti. Esempio di vino finissimo, dal bouquet infinito di sentori che vanno dall’albicocca alla frutta secca, passando per il miele e la pesca, è il perfetto compagno di viaggio della nostra Pasimata. Un viaggio nelle tradizioni pasquali che giunge così al termine nel pieno rispetto dell’identità enogastronomica toscana.