Sangiovese: il Re dei vitigni toscani

Il filo conduttore dei vini classici toscani è di certo il Sangiovese. Vinificato in purezza, accompagnato dagli uvaggi locali meno famosi oppure in blend insieme ai vitigni internazionali. I vini a base Sangiovese più conosciuti in Italia e nel Mondo sono il Brunello di Montalcino, con la declinazione Sangiovese Grosso. Il Chianti Classico e il Nobile di Montepulciano, quest’ultimo con la sua declinazione chiamata Prugnolo Gentile. E finendo, i vari IGT fuori dalle classiche denominazioni e Super Tuscan composti da blend di Sangiovese e vitigni internazionali.

Il Sangiovese è ad ogni modo l’uva a bacca rossa più coltivata in Italia ed è tra i vitigni più versatili e adatti all’invecchiamento.

Ma da dove deriva il suo nome?

Come spesso accade in questi casi le versioni sono diverse. Alcuni sostengono che vi sia un collegamento con il sangue, uno dei simboli più antichi e più strettamente legati al vino. Questo ha portato alle interpretazioni che la parola Sangiovese derivasse da Sanguis Jovis, cioè il sangue di Giove, attribuitogli forse da un monaco di Sant’Arcangelo di Romagna in occasione di un banchetto papale vicino al monte Giove.

Altri invece affermano che derivi da San Giovanni Valdarno, da dove avrebbe origine, chiamata in quest’ultimo caso “sangiovannese”.

Fatto certo è che ci regala vini meravigliosi. Un esempio, tra le numerose eccellenze legate a questo vitigno, lo propone Carpineto: è il Nobile di Montepulciano Riserva 2017. Composto da una accurata selezione di uve in principale percentuale di Sangiovese, e in minima parte Canaiolo e altre varietà a bacca rossa, tutte provenienti dell’appodiato di Montepulciano.

La vinificazione avviene in acciaio con macerazione sulle bucce per circa 10-15 giorni, a una temperatura controllata compresa tra i 25 e i 30°C. Si eleva per 2 anni in botti ovali di rovere di Slavonia e in barili di rovere francese, per poi affinare 6-8 mesi in bottiglia.

Nel calice veste un rosso rubino luminoso ed intenso con sfumature granata. Al naso è fine ed elegante, con note di ciliegia, viola mammola, sentori balsamici e boisè. In bocca si conferma con equilibrio e struttura, sapido, vellutato e con tannini bel amalgamati, regala un finale gradevolmente lungo.

Un brindisi al Sangiovese, un brindisi a Carpineto!