Il verde è vita: la sostenibilità in Carpineto

Tra i trend degli ultimi anni nel comparto vinicolo e obiettivo di tutela e salvaguardia del territorio, c’è sicuramente la sostenibilità a 360 gradi. Lo sa bene Carpineto, che da anni è in prima linea e gioca una partita importantissima tra i grandi top player del mondo del vino della Toscana. In termini di investimenti, progetti in campo e cantina, ma anche come messaggio importante per le future generazioni. D’altronde Carpineto è da sempre sensibile a queste problematiche: da anni è considerata pioniera di queste battaglie green e punto di riferimento da tutte le realtà vinicole circostanti.

Carpineto è un gruppo strutturato composto da diverse tenute ma con un’anima, particolarità non così semplice da trovare: un’azienda con una visione molto chiara, ben radicata sul territorio ma che conserva l’amore per la terra e per le loro origini. Tutte le tenute sono veri e propri ecosistemi popolati da fagiani, lepri, caprioli, area boschiva, laghi per l’irrigazione dei terreni. Al loro interno si cerca di creare le condizioni ottimali per raggiungere i green goal.

In che modo Carpineto si impegna a favore della sostenibilità e del rispetto dell’ecosistema?

Numerosi sono stati gli interventi e gli investimenti: hanno ridotto al minimo l’impatto ambientale causato dall’emissione di CO2, sono stati istallati pannelli per l’energia rinnovabile in tutte le tenute e alleggerito il peso del vetro delle bottiglie nella produzione di vino.

Diversi studi condotti dall’Università degli studi di Siena hanno dimostrato come l’impatto sull’ambiente di una bottiglia di vetro sia pari al suo peso. Per un grammo di vetro si disperde nell’ambiente un grammo di C02. In genere il peso di una bottiglia da 0,75 può oscillare tra i 400 gr e 1 Kg. Per cui, per la regola del giusto mezzo si può asserire che 500 gr sia una buona misura e un buon compromesso. A sostegno di ciò, tutto il packaging in generale nel corso degli anni ha subito sostanziali modifiche.

In campo vi è la totale assenza di sostanze di origini animali, che rende i vini di Carpineto adatti ad un’alimentazione di tipo vegano e particolarmente piacevoli alla beva di tutti.

Si pratica inoltre un’agricoltura di precisione grazie all’utilizzo del sovescio. Diverse le tipologie piantate, soprattutto leguminose, che servono a rendere i terreni fertili e pronti per la stagione. Preparare i terreni a ricevere questo tipo di nutrimenti è un’operazione che può durare anni. Durante la primavera poi si cerca di combattere la tignoletta della vite, un insetto in grado di arrecare diversi danni alla vite, alla foglia e all’uva stessa se non si interviene per tempo. La tecnica è l’istallazione delle capsule di confusione sessuale che impediscono così la fecondazione delle larve lasciando quindi la pianta libera. Tutto questo per realizzare vini naturali, seguendo principi di amore e rispetto della natura.

La Certificazione ISO14001:2015

Ma ciò che oggi la rende la realtà attenta e all’avanguardia è l’ottenimento della Certificazione ISO14001:2015. Riguarda l’affinamento e imbottigliamento dei loro vini “mediante le fasi di ricevimento vino sfuso, assemblaggio, chiarifica, filtrazione, stabilizzazione, invecchiamento in legno, imbottigliamento, affinamento in bottiglia, confezionamento e stoccaggio prodotto finito”. La certificazione ISO 14001 è un ulteriore passo in avanti che testimonia l’impegno concreto verso la sostenibilità. E che certamente aiuta a dare all’azienda l’immagine di realtà attenta alle tematiche ambientali.

Una sfida e un impegno quello di Carpineto che si allinea perfettamente con obiettivi mondiali: con Agenda 2030 si mira a realizzare obiettivi ancora più ambiziosi per il Pianeta. Come garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali, consentendo sempre più la biodiversità e tutelando i beni ambientali e colturali.