Vini d’alta quota: consigli per la Giornata Internazionale della Montagna

Non di sola collina vive l’essere umano. Per quanto la cifra distintiva della nostra Toscana siano proprio i dolci declivi puntellati da cipressi e filari di vite, non per questo disdegniamo una sortita a più alta quota. L’11 dicembre ricorre la Giornata Internazionale della Montagna. E l’Italia, dalle meravigliose cime alpine agli scorci dell’Appennino, accoglie viaggiatori ed esploratori con paesaggi di rara bellezza. Dopo uno scosceso percorso di trekking e una cima guadagnata con soddisfazione, c’è sempre tempo per godersi un lauto pranzo o una buona cena al rifugio. Da accompagnare con i nostri vini “di montagna”: ossia quei calici che è sempre piacevole degustare, a maggior ragione con temperature d’alta quota.

Carpineto Brunello di Montalcino

Per un percorso di degustazione tra i vini “di montagna” iniziamo idealmente da qui: da Montalcino e dai nostri filari coltivati in uno dei punti più alti dell’intera denominazione, arrivando a oltre 500 metri sul livello del mare: non a caso lo abbiamo ribattezzato “Vigneto Paradiso”. Il Carpineto Brunello di Montalcino nasce da vigne di Sangiovese Grosso circondate da una fittissima macchia mediterranea: condizione particolarmente felice, in quanto protetti dalle correnti umide provenienti dal mare della Maremma. L’esposizione verso Nord e la presenza di muschi sui terreni, uniti alla pronunciata escursione termica fra giorno e notte, fa sì che le nostre uve siano fra le ultime a essere vendemmiate nell’ambito dell’intera denominazione.

Particolare tutt’altro che trascurabile, dato che queste caratteristiche da “Brunello d’altura” conferiscono al nostro Brunello qualità di finezza, eleganza, mineralità e longevità che ritroveremo appieno nel calice. Maturato per tre anni in grandi botti di rovere di diversa capacità, affinato poi in bottiglia per oltre sei mesi, il nostro Brunello di Montalcino è vino di alta classe che conferma la sua spiccata eleganza fin dai suoi primi anni di vita. Equilibrato e persistente all’olfatto – con note di frutti di bosco, lampone, ciliegia, vaniglia, cacao, liquirizia ed erbe balsamiche – al palato si presenta in tutta la sua struttura e morbidezza, regalando un sorso pieno e appagante. Un grande vino da abbinare alla sostanziosa cucina di montagna, tra carni alla griglia e grandi arrosti.

Carpineto Appodiato di Montepulciano Molin Vecchio

Spostiamoci da Montalcino a Montepulciano mantenendo inalterata la spinta verso l’eleganza e la qualità. Vi presentiamo uno dei nostri Cru: l’Appodiato di Montepulciano Molin Vecchio. Sangiovese all’80 percento, unito a Cabernet Sauvignon e Syrah: uve coltivate su terreni del periodo Pliocenico, quando – circa sei milioni di anni fa – le colline di Montepulciano erano totalmente sommerse dalle acque del mare. Ecco perché il nostro Molin Vecchio presenta caratteristiche di spiccata mineralità. Bilanciate inoltre da una sorprendente acidità e dai netti sentori di prugna, more, vaniglia e liquirizia.

La dimostrazione plastica ed evidente di quanto la storia e l’evoluzione di un singolo territorio riflettano l’identità di un vino. Al sorso, il nostro Molin Vecchio è complesso, equilibrato, finissimo ed elegante: superba espressione della viticoltura toscana nell’areale della provincia di Siena. Un vino da sorseggiare accompagnato da grandi arrosti o come calice da meditazione. Durante le piacevoli sere d’inverno trascorse in un rifugio di montagna, scaldati dal dolce tepore di un camino e dalle comodità di una poltrona.

Carpineto Farnito Camponibbio

Siamo al termine di questo nostro excursus montuoso. E vogliamo chiudere in bellezza con un’altra delle nostre eccellenze: il Carpineto Farnito Camponibbio. Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot vinificati separatamente e sottoposti a una macerazione di circa venti giorni. Così da conferire al vino quel rosso rubino intenso che connota la nostra linea dei Farnito. Dopo la fermentazione Malolattica, il Carpineto Farnito Camponibbio è posto in barili di rovere di diversa capacità per almeno dodici mesi. Questo viene poi sottoposto a un lungo affinamento in bottiglia.

Un processo che garantisce al vino le sue caratteristiche di complessità ed equilibrio. Sentori di prugna, frutti di bosco, chiodi di garofano, vaniglia e liquirizia preludono a un sorso morbido ed equilibrato. Sorprendentemente bilanciato in acidità e sapidità: caratteristica che conferisce al vino una naturale eleganza supportata da gran corpo e ottima struttura. Da sorseggiare dopo una lunga giornata in montagna per rilassare corpo e mente.