I vini del Natale

Per chi brinderà con i propri familiari, seduto intorno a un tavolo, e per chi lo farà da lontano, magari in videocall. Questo Natale non sarà come tutti gli altri, lo sappiamo bene. Ma il conforto di un buon calice di vino, unito all’affetto delle persone cui teniamo, resta sempre lo stesso.

Anche sul finire di quest’anno non possiamo, quindi, rinunciare a ciò che allieta e riscalda l’atmosfera delle nostre tavole. A partire dal cenone della Vigilia di Natale, che solitamente si compone di portate a base di pesce. Iniziando, magari, da una batteria di frutti di mare crudi, cui abbinare il nostro Vermentino Valcolomba Doc della Maremma, con i suoi sentori fruttati, l’assaggio fresco e la leggera nota minerale.

I frutti di mare possono fare da protagonisti anche per i primi piatti, magari facendo un piccolo scatto all’insù per quanto concerne corpo e struttura del vino. Vi consigliamo, quindi, di tirar fuori dalla cantina il Dogajolo Bianco, blend di Chardonnay, Grechetto e Sauvignon Blanc di cui siamo particolarmente orgogliosi. Note fruttate, assaggio perfettamente in equilibrio fra acidità e sapidità, finale lungo e vellutato: il Dogajolo Bianco, così come i suoi “fratelli” Rosso e Rosato, saprà sorprendere anche i palati più esigenti. Siete vegetariani o vegani? Il Dogajolo Bianco accompagna insalate, piatti a base di tofu e salse speziate in maniera sublime. Provare per credere.

Andiamo ancora più su in quanto a struttura del piatto. Un filetto tonno ai ferri; salmone scottato; pesce al forno in crosta di sale. Nel calice sarà protagonista un vino di buon corpo che, allo stesso tempo, non copra totalmente la delicatezza del pesce fino a renderla pressoché irriconoscibile. Compito nient’affatto facile, che difatti viene mirabilmente assolto da un’altra bottiglia che ci rende orgogliosi: il Farnito Chardonnay. Giallo dorato, quasi brillante, denso di sentori fruttati e speziati con un finale di mandorla. Al palato è armonico, persistente, finissimo. Un sorso di grande eleganza per le vostre ricette più raffinate.

La Toscana è terra di grandi Rossi. Come fare, quindi, a dimenticare le nostre Grandi Denominazioni, che saranno protagoniste del giorno successivo, quello del pranzo di Natale. Cosa abbinare, ad esempio, a un primo a base di cacciagione? Magari un Nobile di Montepulciano Riserva, nella sua balsamica e vellutata eleganza; oppure uno dei nostri Cru, come il Nobile di Montepulciano Vigneto Poggio Sant’Enrico, che racchiude nel calice un bouquet di rarissima persistenza: confettura di frutti di bosco, ribes, sentori speziati, pepe nero, vaniglia, cacao. Vino di grande struttura, che accompagna meravigliosamente anche secondi come gli arrosti e le braci o persino preparazioni più complesse, come il cinghiale in dolceforte.

Non può mancare, sulla tavola natalizia, il Brunello di Montalcino. Vanto della Toscana e dell’Italia nel mondo, Il Brunello presenta un sorso talmente elegante che può essere tranquillamente consumato anche come vino da meditazione. Il nostro, in particolare, già in giovane età presenta caratteristiche di eleganza ed equilibrio uniche, accompagnate da un bouquet amplissimo che va dal lampone alla vaniglia; dalla ciliegia alla liquirizia, in un trionfo di sentori primari, secondari e terziari che ne fa uno dei vini più straordinariamente complessi della tradizione vitivinicola italiana.

Chiude il cerchio delle Grandi Denominazioni il Chianti Classico, che in Carpineto produciamo in tutte le sue migliori espressioni: quella base, fruttata, dal profumo floreale e di frutta rossa fresca, di bella acidità al palato; la Riserva, dal bouquet ampio e di gran corpo; la Gran Selezione, l’apice della denominazione, dove il Sangiovese si presenta in tutta la sua imponente struttura.

E i dolci? Che siate amanti del classico Panettone o del Pandoro; o di portate più squisitamente regionali, dal castagnaccio toscano alla pastiera napoletana, fino alla grande tradizione della pasticceria siciliana: il nostro Vinsanto del Chianti Doc saprà darvi soddisfazione, piacere e persistenza.