Nobile di Montepulciano Riserva: il giusto piacere a Pasqua

Se un anno fa, mentre scrivevo l’articolo sulle festività pasquali, mi avessero chiesto “come ti immagini quelle del 2021?”, la mia risposta non sarebbe di certo mai stata “più o meno come quelle di oggi”.

Mi sarei aspettata i festeggiamenti che sono mancati l’anno scorso. I brindisi veri, guardandosi negli occhi. Le strette di mano, gli abbracci, la Pasquetta con gli amici assembrati in qualche parco…

E invece, a distanza di un anno, seppur con qualche leggera concessione in più, ci ritroviamo più o meno a vivere le condizioni del 2020. Ed io mi ritrovo a scrivere l’articolo sulla Santa Pasqua esattamente con lo stesso spirito.

Spirito che nonostante tutto, malgrado qualche down, è sempre stato caratterizzato dalla fiducia e dalla speranza che arriveranno quei famosi “tempi migliori” in cui potremmo fare tutto ciò che desideriamo e che oggi ci è ancora momentaneamente vietato.

E così, accingendoci a trascorrere la seconda Pasqua in tempo di Covid, è doveroso fare dei bilanci e interrogarsi su cosa abbiamo imparato in questo ultimo anno tanto difficile e a tratti paradossale.

Scuramente ci siamo adeguati. Abbiamo imparato, ciascuno nel proprio ambito, lavorativo e personale, a reinventarci, ad adattarci alla nuova normalità che siamo stati costretti a vivere. Ci siamo dovuti fermare e ci siamo resi conto di ciò che avevamo, e di ciò che davvero bastava per sentirsi grati alla vita.

Abbiamo così iniziato a guardare con altri occhi, e sotto una nuova luce, quelle piccole cose che prima davamo per scontate, e abbiamo imparato ad apprezzarle profondamente.

Non solo, abbiamo imparato quanto sia fondamentale godersi ogni singolo momento e soprattutto fare quello che ci va, nell’attimo in cui ci va, senza procrastinare troppo per futili motivi come succedeva tempi addietro.

In questo ultimo anno in cui gli amici non ci è stato concesso vederli spesso, in cui si è usciti molto poco e la casa è diventata sempre più il nostro tutto, a farci compagnia c’è stato sempre il vino. E sulla scia del mood “carpe diem” personalmente mi sono regalata anche bevute importanti, che qualcuno poteva giudicare non pronte, per il semplice fatto che mi andava di farlo.

E allora per questa Santa Pasqua ancora in casa, ancora da soli e ancora in piena pandemia, quale vino potrebbe renderci felici e appagati magari davanti un bell’arrosto, o un bel piatto di cacciagione o un super tagliere di formaggi stagionati di qualità?

Sicuramente un’altra grande bottiglia che porta la firma di Carpineto, come il Vino Nobile di Montepulciano Riserva Docg annata 2016.

Ottenuto da uve Sangiovese per il 70%, Canaiolo ed altre varietà concesse dal disciplinare, questo vino soggiace ad una fermentazione ed una macerazione sulle bucce del mosto per circa 10 giorni a temperatura costante e controllata. Dopodiché viene posto a maturare per due anni tra botti di rovere di Slavonia e barrique di rovere francese, per poi affinare in bottiglia per altri 8 mesi prima della commercializzazione.

Ne consegue un vino dal colore rosso rubino brillante tendente al granato. Il suo ventaglio olfattivo è ricco e variegato e ha bisogno anche di sostare nel calice ed aprirsi per sprigionare tutte le intense ed eleganti note che possiede. Inizialmente si captano sentori di frutta rossa matura, amarena e prugna, poi si percepiscono le note floreali, di viola mammola e sottobosco, per arrivare agli aromi terziari in cui predominano la liquirizia, il pepe nero, il legno e il tabacco. Non mancano note eteree. Il sorso è avvolgente, corposo, armonico. I suoi tannini sono percettibili, data sicuramente la giovane età, ma sono comunque integrati e bilanciati dalla morbidezza conferita dal tenore alcolico (13.5 gradi) e dal lungo affinamento in legno. È vellutato, raffinato, piacevole, con una lunga persistenza.

Il Nobile di Montepulciano Riserva di Carpineto ha stoffa da vendere. Elegante e complesso si presta benissimo al ricco pranzo pasquale o, perché no, alla classica grigliata di Pasquetta.

E qualcuno potrà storcere il naso sostenendo che è ancora troppo giovane e sicuramente avrà tanta strada da fare, e forse questo è vero. Ma chi ci impedisce a noi di godercelo oggi ed anche di tenerci una seconda bottiglia in cantina per rallegrarci tra qualche anno?

La vita è ricca di piaceri che vanno vissuti. Godiamocela.

Una buona e serena Pasqua a tutti.