Alla scoperta del Rosato

Ci sono alcuni pregiudizi molto duri da sfatare. Uno di questi riguarda il vino rosato, per anni considerato alla stregua di un vino di serie B. Opinione comune era che questa tipologia di (ottimo) vino venisse ricavato dalla semplice mescolanza di vino bianco e rosso, fino a ottenere una bottiglia – per l’appunto – che presentasse un cromatismo rosè. 

La realtà è molto più complessa e ci racconta di produttori e viticoltori che realizzano vini rosati eccellenti, dalle caratteristiche organolettiche peculiari e distinguibilissime rispetto ai vini rossi o bianchi. Fra questi ci siamo anche noi. In Carpineto produciamo due etichette di questa tipologia: una ferma, come il Dogajolo Rosato; una spumantizzata, come il Brut Rosè. Qui ve le presentiamo entrambe. 

Partiamo dai metodi di produzione: cos’è che dà colore al vino? la buccia delle uve. È lì che sono infatti presenti tutti gli elementi – fra cui i tannini – che cedono i pigmenti al mosto. Ecco perché il vino rosso viene prodotto facendo macerare il mosto a contatto con le vinacce delle uve, laddove per ottenere il bianco si opererà un’immediata divisione tra parte “liquida” e “solida” dell’uvaggio. Per ottenere il rosato basterà mettere a contatto bucce e mosto per un periodo di tempo molto inferiore a quello impiegato per il vino rosso (in genere si tratta di poche ore). Nulla a che vedere con la “miscela” obbrobriosa sopra descritta. 

Il Dogajolo Rosato si presenta in tutta la sua eleganza, col suo rosa tenue dalle leggere tonalità fucsia. Il profumo è quello dei fiori, della rosa, del mirto e del fiore di vite, che si associano a sentori fruttati che vanno dalla marasca al ribes; dal frutto di bosco alla mela. Un vino intenso e allo stesso tempo persistente, che dimostra caratteristiche di finezza uniche nel suo genere e che al calice di esprime in tutta la sua ampiezza e decisione. Perfetto da abbinare ad antipasti, salumi, pesce alla griglia, carni rosa: anche in questo caso, il Dogajolo Rosato presenta tutta la sua spiccata versatilità. 

Passiamo ora al Brut Rosè, prodotto in quantità limitate (poche migliaia di bottiglie) e risultato di una cuvée di diverse annate che danno vita a un vino armonico, freschissimo ed elegante. I profumi, come da buona tradizione dei vini rosati, sono quelli dei fiori estivi, della rosa e del fiore di vite, cui si associa un’effervescenza che esalta acidità ed equilibrio. Anche in questo caso, troviamo profili di eleganza unici, che sottolineano persistenza e finezza del sorso. Perfetto per gli aperitivi, il Brut Rosè può essere degustato anche con pesce alla griglia e piatti della tradizione italiana, dal baccalà al caciucco alla livornese. Senza dimenticare uno dei piatti per eccellenza della tradizione italiana: la pizza.