Un gennaio da gustare: tre ricette toscane per l’inverno

Siamo ormai nel cuore della stagione fredda. Trascorse le feste di Natale, siamo pronti a gustarci il tepore delle mura casalinghe accompagnati dai nostri vini e dalle nostre ricette preferite. Gennaio, con le sue giornate dal freddo pungente, invoglia a rimanere tra le comodità del tepore domestico a destreggiarsi tra forni e fornelli. Eccovi, perciò, qualche consiglio tutto toscano per arricchire di gusto e sapori il vostro inverno. Ricette che richiamano la grande tradizione contadina e l’affascinante civiltà rurale della nostra regione. Ognuna di esse (c’è da dirlo?) la accompagneremo con un buon calice di vino Carpineto. Pronti? Cominciamo.

Ribollita e Carpineto Chianti Classico

Partiamo da un must della cucina invernale toscana. La ribollita è un piatto che esprime al meglio la filosofia contadina del “in cucina non si butta nulla”. Cavolo nero, fagioli cannellini e pane raffermo toscano, quello privo di sale, sono gli ingredienti principali; ma per una ribollita a regola d’arte servono anche altre componenti: bietole, verza, patate, brodo vegetale, un battuto di cipolla, carote e sedano, concentrato di pomodoro, più gli aromi, l’olio, il sale e il pepe. Il nome del piatto parla da sé: si definisce ribollita poiché la minestra, cucinata in gran quantità, viene “ribollita” nei giorni seguenti per riscaldarla.

È così che il piatto si impregna di tutti quei sapori e quegli aromi che distinguono una semplice minestra di pane da una ricca e appagante ribollita. Una pietanza ricca nei profumi e nel gusto, da abbinare con un vino di buon corpo, intenso e persistente all’olfatto, di buona acidità e sapidità al palato. Il Carpineto Chianti Classico è ciò che fa per voi: vino dai profumi netti e vinosi, che spaziano dalla viola alla mammola fino alla frutta rossa fresca. Dal sapore vellutato e dal tannino levigato, si abbina mirabilmente al vostro cucchiaio di ribollita.

Carabaccia e Carpineto Dogajolo Bianco

Spostiamoci in provincia di Firenze, nell’incantevole borgo di Certaldo. Oltre che per aver dato i natali a Giovanni Boccaccio, la splendida cittadina è nota per essere patria della celebre cipolla rossa. Da cui ricavare, fra tutte le gustose ricette in cui potrete cimentarvi la celebre zuppa di cipolle locale, altrimenti detta “Carabaccia”. Nulla di più semplice: cipolle di Certaldo, patate, brodo vegetale, pane per inzuppare e un tocco di pecorino (possibilmente di Pienza!) per conferire sapidità e aroma. Una zuppa che esalta la tendenza dolce della cipolla, bilanciata dalla sapidità del pecorino e dagli amidi del pane.

L’abbinamento? Potete sbizzarrirvi con le sperimentazioni. Qui vi proponiamo un vino bianco di buon corpo e buona acidità, giustamente fruttato e bilanciato da un elegante tocco di sapidità che accompagnerà la tendenza dolce della cipolla. Ecco l’identikit del Carpineto Dogajolo Bianco: vino ricavato da uve Chardonnay, Grechetto e Sauvignon Blanc, tra i più innovativi prodotti nelle nostre cantine. Media struttura, piacevolissima beva, sorso scattante e un bouquet di sorprendente persistenza. L’ideale per bilanciare la struttura della nostra Carabaccia da Certaldo.

Trippa Fiorentina e Carpineto Chianti Classico Riserva

Come poteva mancare un’altra delle bandiere della cucina toscana nel mondo? Tra le meravigliose e suggestive stradine di Firenze è tutt’oggi frequente trovare taverne e osterie che vi propongano la famosa trippa fiorentina. Ricetta ricca e appagante, nata da un soffritto di sedano, carota e cipolla e rosolata in padella sia con olio che con burro. A questa base si aggiunge la trippa tagliata in striscioline, sfumando con un po’ di vino bianco e aromatizzando con alloro e uno spicchio d’aglio. È a questo punto che si aggiungono, poi, i pomodori pelati, che conferiranno dolcezza, struttura e armoniosità alla nostra trippa. Infine: un’immancabile spolverata di formaggio, in genere Parmigiano Reggiano.

Piatto povero della tradizione toscana cui fa da contraltare un sapore decisamente ricco e corposo. Per questo, in fase di abbinamenti, necessiteremo di un vino altrettanto corposo e strutturato che non soverchi, però, la delicata armonia della ricetta. Cosa fa al caso nostro? Un Carpineto Chianti Classico Riserva. Da vitigni Sangiovese e Canaiolo, maturato in botti di rovere di diversa capacità e provenienza per oltre 12 mesi, il nostro Chianti Classico Riserva è vino ampio, armonico, elegante, di spiccata persistenza sia all’olfatto che al palato. Un sorso pieno, soddisfacente, dal tannino levigatissimo, che restituisce sensazioni di calore ed eleganza via via che il vino si apre nel calice. Il perfetto compagno di viaggio della nostra trippa fiorentina.